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Ma quante domande fai?

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Stagione 3 - Puntata n° 24
Anteprima della puntata:

Perché a volte le domande spaventano?
Quanto è importante fare e farsi le giuste domande?
Perché a volte abbiamo paura di farle o di rispondere?
Perché non riusciamo a volte a formulare quelle giuste?

10 CONCETTI EMERSI DALLA PUNTATA

  1. Chi fa molte domande viene spesso percepito come invadente o fastidioso, soprattutto in contesti gerarchici.
  2. Fare domande vere, non retoriche, è un’abilità rara e preziosa.
  3. Le domande mettono in discussione, e questo può generare disagio o resistenza.
  4. Non tutte le persone si sentono legittimate a fare domande, per cultura o esperienze pregresse.
  5. Spesso chi domanda molto viene vissuto come “complicato” o eccessivamente analitico.
  6. Esistono contesti in cui fare troppe domande può escludere invece che includere.
  7. La qualità di una conversazione si misura anche dal tipo di domande che genera.
  8. Imparare a porre domande che aprono possibilità, anziché solo scavare problemi, è un passaggio chiave.
  9. Domandare non è sinonimo di non sapere, ma di voler comprendere più a fondo.
  10. Allenarsi a tollerare il vuoto che segue una domanda è parte del processo dialogico.
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GLI SPUNTI NATI DA QUESTA LIVE

1. Fare domande può essere un atto di vicinanza o di invasione

Non è solo *cosa* si chiede, ma *come* e *perché* lo si fa.

  • Esempio pratico: Una voce racconta che il compagno le fa molte domande per interesse, ma lei le vive come interrogatori perché avvengono nei momenti sbagliati.
2. Alcune domande sono più per chi le fa che per chi le riceve

Spesso chiediamo per rassicurarci, non per comprendere davvero l’altro.

  • Esempio pratico: Una voce ammette che chiede continuamente al figlio “va tutto bene?” per placare le sue stesse ansie da genitore.
3. Non tutti vivono le domande con lo stesso grado di apertura

Ci sono persone per cui anche una semplice domanda è vissuta come pressione o giudizio.

  • Esempio pratico: Una voce racconta che un collega si irrigidisce ogni volta che gli si chiede “a che punto sei?” anche senza alcuna critica.
4. Fare troppe domande può bloccare il racconto spontaneo

Lasciare spazio al silenzio spesso permette di far emergere contenuti più autentici.

  • Esempio pratico: Una voce dice che, smettendo di incalzare il partner con domande dopo il lavoro, lui ha iniziato a raccontarsi da solo dopo cena.
5. Alcune domande possono essere più utili se rivolte a sé stessi prima che agli altri

Chiedersi “perché voglio sapere questo?” aiuta a chiarire le proprie reali intenzioni.

  • Esempio pratico: Una voce si è accorta che chiedeva alla sorella “quando ti sposi?” solo per ansia di confronto, non per vero interesse.
6. Le domande chiuse possono portare a chiusura emotiva

“Hai fatto?”, “Sei pronto?”, “Lo sai?” bloccano la conversazione più che aprirla.

  • Esempio pratico: Una voce ha sostituito “Hai studiato?” con “Cosa ti ha colpito oggi?” e ha ricevuto risposte più ricche dai figli.
7. A volte la miglior domanda è quella che non viene posta

Il rispetto passa anche dal lasciare agli altri il tempo e il diritto di non raccontare.

  • Esempio pratico: Una voce racconta che ha smesso di chiedere a un’amica “come stai davvero?” dopo una separazione, e lei ha iniziato a parlare da sola più tardi.
8. Le domande possono essere un modo per legittimare l’altro

Domandare con cura comunica: “ti vedo, e mi interessa ciò che pensi”.

  • Esempio pratico: Una voce dice che una collega, chiedendole “che cosa ti serve per lavorare meglio?”, l’ha fatta sentire valorizzata dopo mesi di frustrazione.

DOMANDE GENERATIVE

Le domande che hanno generato un dialogo

Le domande mettono a disagio o creano connessione?

Ha avviato un confronto interessante su come il tono e l’intenzione con cui poniamo una domanda possano fare la differenza tra invasività e curiosità autentica.

Ci sono domande che è meglio non fare?

Ha generato opinioni diverse: alcuni difendono la libertà di chiedere tutto, altri sostengono la necessità di rispettare il tempo e lo spazio dell’altro.

Perché ci sentiamo a volte sotto interrogatorio, anche in contesti amichevoli?

Ha aperto uno scambio sulla percezione di giudizio, sull’ansia di dover rispondere e sull’importanza del contesto emotivo in cui avviene lo scambio.

Che differenza c’è tra una domanda che apre e una che chiude?

Ha stimolato un confronto su qualità e forma delle domande, distinguendo tra quelle che creano spazio di dialogo e quelle che cercano conferme o conclusioni rapide.

DOMANDE TRASCURATE

Le domande che erano interessanti ma sono state poco considerate

Quante domande facciamo davvero per ascoltare e non solo per ottenere qualcosa?

È emersa a metà puntata ma è stata subito aggirata: nessuno ha esplorato le intenzioni dietro il fare domande.

Che tipo di domande ci facevano da bambini?

Spunto interessante che avrebbe potuto generare racconti significativi, ma non è stato raccolto da nessuno dei partecipanti.

Possiamo imparare a fare domande migliori?

Posta verso la fine, è rimasta sospesa senza entrare in una dimensione pratica o riflessiva sul linguaggio interrogativo.

In che contesti sociali le domande sono meno tollerate?

Domanda che poteva aprire a osservazioni culturali o relazionali, ma è stata superata da interventi più personali e generici.

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