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Fare il primo passo, che difficoltà abbiamo?

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Stagione 4 - Puntata n° 22
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10 CONCETTI EMERSI DALLA PUNTATA

  1. Fare il primo passo è spesso bloccato da paure irrazionali più che da reali ostacoli.
  2. Molte persone temono il giudizio degli altri più del fallimento in sé.
  3. L’idea di esporsi e farsi vedere inizia a creare disagio ancora prima di agire.
  4. Il bisogno di controllo perfetto ritarda spesso l’inizio di un’azione concreta.
  5. In alcune situazioni, si aspetta che “sia l’altro a muoversi per primo”.
  6. Chi ha ricevuto molte critiche in passato tende a congelarsi all’idea di iniziare qualcosa di nuovo.
  7. Il primo passo è spesso sovraccaricato di aspettative e immaginazioni catastrofiche.
  8. Fare il primo passo non garantisce l’esito ma rompe la paralisi interna.
  9. In certi contesti, si confonde l’inazione con la prudenza, ma è solo paura mascherata.
  10. Il movimento (anche piccolo) cambia la percezione di sé più della riuscita.
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GLI SPUNTI NATI DA QUESTA LIVE

1. La paura di fallire è spesso più debole di quella di essere visti mentre si tenta

– Non temiamo tanto l’errore quanto il fatto che qualcuno lo noti.

  • Esempio pratico: Una partecipante ha detto che non pubblica i suoi disegni non perché li ritenga brutti, ma per paura di essere derisa.
2. Aspettare che sia l’altro a fare il primo passo è una trappola frequente

– Si resta fermi in attesa, attribuendo all’altro la responsabilità del movimento.

  • Esempio pratico: Una persona ha detto: “Volevo riallacciare i rapporti, ma aspettavo che fosse lui a scrivermi per primo. Dopo mesi, ho capito che anche lui aspettava me”.
3. Chi ha ricevuto molte critiche tende a bloccarsi prima di iniziare

– Le voci del passato si attivano prima ancora dell’azione.

  • Esempio pratico: Un partecipante ha raccontato che non si propone mai per nuovi incarichi perché si sente già “giudicato male” a prescindere.
4. Il primo passo non serve a “riuscire”, ma a sbloccarsi

– Rompere l’immobilità è più importante dell’esito.

  • Esempio pratico: Una persona ha detto che non voleva per forza ottenere qualcosa, ma che finalmente agendo si è sentita “in movimento”.
5. Voler controllare tutto prima di iniziare blocca qualsiasi avvio

– L’attesa della condizione ideale impedisce il gesto iniziale.

  • Esempio pratico: Un uomo ha detto che da anni rimanda il lancio di un progetto personale perché “non è ancora tutto perfetto”.
6. Il primo passo cambia l’immagine che abbiamo di noi stessi

– Sentirsi capaci di agire modifica l’autopercezione, anche senza risultati.

  • Esempio pratico: Una partecipante ha detto: “Non ho ottenuto nulla di concreto, ma da quando ho scritto quella mail, mi sento diversa”.
7. Le fantasie catastrofiche ci fermano prima ancora che esista un rischio reale

– Immaginiamo il peggio e restiamo bloccati in uno scenario inventato.

  • Esempio pratico: Una ragazza ha detto che non ha mai invitato un collega a uscire perché nella sua testa aveva già previsto imbarazzo, rifiuto e disagio futuro.
8. L’inazione viene spesso scambiata per cautela, ma è paura sotto mentite spoglie

– Dire “ci sto pensando” è spesso solo un modo per rimandare.

  • Esempio pratico: Un partecipante ha ammesso: “Continuo a dire che sto valutando, ma in realtà sto solo evitando di rischiare”.

DOMANDE GENERATIVE

Le domande che hanno generato un dialogo

Qual è il primo passo che stai evitando in questo periodo?

Domanda centrale che ha fatto emergere esempi concreti e onesti di blocchi personali e professionali.

Se non ci fosse nessuno a guardarti, cosa proveresti a fare?

Ha aperto una riflessione sul peso del giudizio e sul desiderio di muoversi “in incognito”.

Chi stai aspettando che si muova per primo?

Domanda potente che ha evidenziato la tendenza ad aspettare invece di agire.

DOMANDE TRASCURATE

Le domande che erano interessanti ma sono state poco considerate

Ti ricordi un primo passo che hai fatto e che ha cambiato tutto?

Domanda interessante, ma ha ricevuto pochi esempi concreti e non ha innescato un dialogo prolungato.

Che cosa ti diresti se potessi vederti bloccato dall’esterno?

Spunto introspettivo che è rimasto in sospeso, senza un confronto diretto.

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