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La linea sottile tra consulenze gratuite e a pagamento

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Stagione 3 - Puntata n° 13
Anteprima della puntata:

La linea che divide la consulenza dalla chiacchierata a volte è sottile: sono le regole, esplicite o meno, a determinare i confini entro cui chiedere e rispondere alle richieste.

Quali sono le tue regole?
Valgono in ogni contesto e per qualsiasi persona?

10 CONCETTI EMERSI DALLA PUNTATA

  1. Molte persone fanno fatica a distinguere tra un consiglio amichevole e una consulenza vera e propria.
  2. Offrire valore gratuitamente rischia di svalutare il proprio lavoro se non è contestualizzato.
  3. Dire “no” a richieste di aiuto gratuite non significa essere scortesi ma definire confini professionali.
  4. La pressione sociale porta spesso a dare disponibilità anche quando non si ha tempo o interesse reale.
  5. La gratuità può diventare un’abitudine dannosa, soprattutto se chi riceve non ne riconosce il valore.
  6. Esplicitare quando si sta entrando in un ambito professionale aiuta a evitare fraintendimenti.
  7. Le consulenze “al volo” sottraggono energia mentale che potrebbe essere usata in modo più mirato.
  8. Riconoscere il proprio valore parte dalla chiarezza su ciò che si sta offrendo agli altri.
  9. Il rispetto per il tempo altrui comincia con il rispetto del proprio tempo.
  10. Una comunicazione diretta e trasparente sulle proprie condizioni economiche e lavorative riduce le ambiguità.
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GLI SPUNTI NATI DA QUESTA LIVE

1. Chi ti chiede “solo un parere veloce” spesso sottovaluta il tuo lavoro

– Offrire una consulenza gratuita “al volo” legittima l’idea che il tuo tempo e la tua competenza non abbiano valore.

  • Esempio pratico: Un partecipante racconta di come riceva messaggi WhatsApp con richieste “rapide” di aiuto professionale, come se bastassero 5 minuti per risolvere problemi complessi.
2. Spiegare cosa c’è dietro un lavoro aiuta a farne percepire il valore

– Descrivere le fasi del proprio processo professionale chiarisce perché un parere non può essere improvvisato né gratuito.

  • Esempio pratico: Durante la puntata, si parla di come descrivere le fasi dell’analisi strategica aiuti i clienti a comprendere perché serve una consulenza strutturata.
3. L’amicizia non giustifica il lavoro gratis

– Dire “ma siamo amici” è spesso una strategia inconsapevole per bypassare il pagamento.

  • Esempio pratico: Un professionista racconta che un amico gli ha chiesto una revisione dettagliata del sito, ma non si è nemmeno posto il tema del compenso.
4. Se non chiarisci i confini, li decideranno gli altri

– Lasciare spazio all’ambiguità tra dono e prestazione professionale alimenta aspettative errate.

  • Esempio pratico: Una persona spiega come ha iniziato a ricevere continue richieste “di favore” dopo aver concesso una consulenza gratuita, senza mai aver messo limiti chiari.
5. Dire “ti mando una fattura simbolica” può sbloccare situazioni imbarazzanti

– È un modo concreto per comunicare che il lavoro ha valore, pur mantenendo flessibilità nei rapporti.

  • Esempio pratico: Una partecipante ha raccontato di aver mandato una fattura da 1€, solo per creare un’abitudine al riconoscimento economico.
6. I feedback veloci vanno limitati a contesti definiti

– Un feedback non richiesto o fuori contesto può diventare un lavoro non retribuito camuffato.

  • Esempio pratico: Si discute di quanto sia utile stabilire occasioni esplicite, come sessioni Q&A o sportelli, dove offrire input gratuiti in modo contenuto.
7. Chiedere un preventivo non è una pretesa, è rispetto

– Anche solo stimare un costo richiede energia e tempo, e dovrebbe essere riconosciuto.

  • Esempio pratico: Un freelance racconta di come spesso venga contattato per “un’idea di costo”, ma poi non riceva più risposta dopo aver fatto una proposta articolata.
8. L’abitudine a offrire aiuto sempre e comunque può danneggiare te e il tuo lavoro

– Essere sempre disponibili crea un’immagine distorta della propria professionalità e toglie energia al lavoro vero.

  • Esempio pratico: Una professionista spiega che ha iniziato a rispondere ai messaggi solo in certi orari, e questo ha cambiato radicalmente la qualità delle sue relazioni lavorative.

DOMANDE GENERATIVE

Le domande che hanno generato un dialogo

DOMANDE TRASCURATE

Le domande che erano interessanti ma sono state poco considerate

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